sciopero 8 marzo

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OPEN DAY O “LICEO MERAVIGLIAO” ?

Open day o “Liceo Meravigliao” ?

(UN’ANALISI CAUSTICA MA NON IRREALISTICA)” I presidi di oggi come Renzo Arbore del 1985. Il “Liceo Meravigliao” è quello che, in questi giorni di open-day, professori – trasformati dagli “impresari scolastici” in adescatori didattici – prospettano a orde di studenti da soggiogare e genitori da abbindolare. Il clima è giocoso, si dà a intendere ciò che non sarà mai. In laboratori mai visti prima si improvvisano sketch di fisica, chimica, scrittura creativa, pittura e ogni altra meraviglia. Il tutto riformato, è propinato da variopinte brochure patinate dove si fa pubblicità ingannevole, dove si millantano eccellenza che non ci sono, coerenza e qualità che non si vuole, promozione culturale e formativa che è solo promozione a buon mercato. “Ma la scuola no” è il manifesto inconfessabile. I dirigenti scolastici, come l’Arbore dell’85, non tollerano nulla di predeterminato ma, anzi, premiano chi procede a braccio, improvvisa continuamente e anima un dibattito il più possibile sconclusionato. L’importante è lo share. Qui si fanno esibire insegnanti-giullari come artisti esordienti, scelti tra coloro che inviano un demo a dei dirigenti che si atteggiano a impresari capaci di individuare talent-scout già dalla prima comparsata in cattedra. Purché belli, accondiscendenti e ossequiosi al direttore di questa “band” chiamata “Buona Scuola” che sembra intonare il celebre motivo “Indietro tutta”. Perché, parafrasando il “meno siamo meglio stiamo” dello show-man foggiano, si ottiene un “meno istruiamo più governiamo” dello show-business renziano.” G. P. (dalle lettere al MESSAGGERO VENETO)

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LAVORARE GRATIS: Pordenone incontro sull’alternanza scuola lavoro, 17 febbraio 2017

Il processo di aziendalizzazione della scuola è stato notevolmente accelerato e riproposto dalla riforma “Buona Scuola” del 2015, la quale comprende in sé anche la famigerata “Alternanza Scuola/Lavoro”.

porenone-aslIl concetto di azienda presuppone il concetto di merce, ma qual è il prodotto, il bene oggetto di acquisto che l’azienda[scuola] si propone di vendere? L’istruzione.
Ma aziendalizzare la scuola significa creare strutture che abbiano come obiettivo primario la “produzione” di reale sapere critico, la “distribuzione” di libera conoscenza, la crescita culturale, sociale e psicologica degli allievi/e, oppure la realizzazione del massimo profitto economico, in un regime di concorrenza spietata?
Probabilmente creare questo tipo di strutture può trasformare in merce l’istruzione. Continua a leggere

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PER UNO SCIOPERO UNITARIO A MARZO

Il Coordinamento Nazionale della CUB Scuola nel merito degli scioperi dell’8 e del 17 marzo valuta:

scuola no azienda– che lo sciopero GENERALE dell’8 marzo è una straordinaria occasione per legare la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori di tutte le categorie e, in particolare, di quelle e quelli della scuola alla mobilitazione contro l’oppressione che subiscono le donne e che, di conseguenza, la richiesta di unificare gli scioperi dell’8 e del 17 marzo in un UNICO sciopero, anche se con obiettivi specifici su contratto, legge 107, organico per quel che riguarda la scuola, è una proposta pienamente condivisibile;

– che è necessario perseguire l’unità, quanto meno nelle mobilitazioni, del sindacalismo di base nella scuola e che sarebbe da irresponsabili e foriera di gravi difficoltà PER I LAVORATORI E LE LAVORATRICI DELLA SCUOLA proporre DUE scioperi di categoria, uno l’8 ed uno il 17;

– di conseguenza, si dichiara disponibile, laddove sia una scelta comune dei sindacati di base della scuola, ad anticipare lo sciopero della scuola dal 17 all’8 marzo ed invita le altre organizzazioni del comparto scuola a valutare CONGIUNTAMENTE questa ipotesi.

Crediamo infatti che su questioni di rilevanza , l’orgoglio e l’interesse di organizzazione debbano essere messi da parte in considerazione dell’interesse GENERALE del movimento.

Milano, 6 febbraio 2017

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LA SCUOLA DEI QUIZ (e dello sfruttamento minorile)

A coronamento del percorso pluriennale tendente ad inserire a forza le rilevazioni INVALSI nel percorso scolastico, fino a farne il cardine di tutto il processo “educativo” ed in perfetta sintonia con la legge 107/2015 (“Buona scuola”) il Governo ha inviato alle Camere uno schema di decreto legislativo sulla riforma della valutazione e degli esami.

prove-invalsi_medium_mediumViene ribadita l’obbligatorietà delle prove INVALSI nella scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado sulla base del principio che esse“costituiscono parte integrante del processo di autovalutazione delle istituzioni scolastiche” (art. 4 per la primaria), e che “supportano il processo di autovalutazione delle istituzioni scolastiche” (art. 7 per la scuola media), in entrambi i casi – si dichiara – esse “forniscono strumenti utili al progressivo miglioramento dell’offerta formativa”

Per spezzare ogni residua opposizione all’imbarbarimento culturale da parte dei docenti viene ribadito – per ogni grado di istruzione – che“Le azioni relative allo svolgimento delle rilevazioni nazionali costituiscono per le istituzioni scolastiche attività ordinarie d’istituto” (art. 4, 7, 21)

scuola no aziendaIl Decreto stabilisce l’articolazione delle prove nei diversi gradi dell’istruzione.
PRIMARIA
Seconda (Italiano e Matematica) e Quinta (Italiano, Matematica e Inglese)

SECONDARIA DI I GRADO
Terza (prove computer based in Italiano, Matematica e Inglese) in questo caso viene stabilito che le prove si svolgono “nel mese di aprile e rappresentano requisito di ammissione all’esame conclusivo del primo ciclo di istruzione” (art. 7). Il quiz viene quindi separato dall’esame vero e proprio (che risulta così semplificato) e trasformato n un “requisito di ammissione”.

SECONDARIA DI II GRADO
Seconda (Italiano, Matematica e Inglese, già previste dal DPR 80/2013)
Quinta (prove “computer based anche in forma adattiva” in Italiano, Matematica e Inglese) anche in questo caso viene stabilito che le prove rappresentano requisito di ammissione all’esame di Stato (art. 15), in più “l’esito delle prove sostenute nell’ultimo anno viene riportato, distintamente per ciascuna disciplina oggetto di rilevazione, in una specifica sezione all’interno del curriculum dello studente” accluso al diploma di maturità (art. 21)

ALTERNANZA SCUOLA LAVORO
L’alternanza scuola-lavoro (presentata come un fiore all’occhiello della “Buona scuola”) consiste essenzialmente nel sottrarre agli studenti ore di studio e nell’insegnare loro a “lavorare gratis” secondo il modello introdotto con l’EXPO di Milano (tenuto in piedi da 18.500 tra “volontari” e “stagisti”). Il decreto ne ribadisce la centralità
La frequenza dei percorsi di alternanza scuola lavoro negli ultimi tre anni (almeno 400 ore per tecnici e professionali, almeno 200 ore per i licei) è (al pari delle prove Invalsi) requisito fondamentale per essere ammessi all’esame di Stato (art. 15) inoltre nel corso del colloquio d’esame il candidato “espone, mediante una breve relazione e/o un elaborato multimediale, l’esperienza di alternanza scuola-lavoro svolta nel percorso di studi” (art. 19).

La quintessenza della “riforma”: imparate a risolvere quiz e a lavorare gratis ! Vogliamo un futuro da schiavi per i nostri figli e le nostre figlie ?

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PRECARIZZARE PER GOVERNARE: le nuove modalità di accesso ai ruoli per i docenti

In perfetta continuità con la legge 107/2015 (“Buona scuola”) il Governo ha inviato alle Camere uno schema di decreto legislativo sull’accesso ai ruoli e la formazione del personale docente.

il saluto dei docenti alla nuova preside

il saluto dei docenti alla nuova preside

È previsto un complesso percorso ad ostacoli con la conseguente precarizzazione totale dei docenti (quanto al personale ATA si procederà – probabilmente – con la progressiva esternalizzazione dei servizi)

Il primo step è costituito dal superamento di un impegnativo concorso pubblico nazionale su base regionale o interregionale (art 2, 6)

I fortunati vincitori entreranno in una graduatoria di merito sulla cui base sottoscriveranno un “contratto triennale retribuito di formazione iniziale e tirocinio” (art. 8)
RETRIBUITO QUANTO ?
La retribuzione nei primi due anni sarà definita dalla contrattazione nazionale (non dovrà superare di 117 milioni annui la spesa attuale) nel terzo anno sarà pari a quella di una supplenza annuale (art. 8)
da notare che, in base alla normativa attuale, il tirocinio formativo – introdotto dal c.d. pacchetto Treu (legge 196 del 1997) – non costituisce rapporto di lavoro e quindi non prevede il versamento di contributi (salvo quelli anti infortunistici INAIL). C’ è da supporre che questi principi varranno anche per questo nuovo tipo di tirocinio. Come pure si può immaginare che i compensi previsti per i primi due anni saranno di poche centinaia di euro (così come per gli altri tirocini)

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per un 2017 di lotta e di speranza

mafaldaSEMPRE A FIANCO DI COLORO CHE LOTTANO PER UN MONDO MIGLIORE !!

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INVALSI: attenti a costoro

L’INVALSI ha stabilito che dal 16 al 28 gennaio nella secondaria superiore dovrà essere somministrato agli allievi il “Questionario studenti” e, neanche fosse il nostro datore di lavoro, dice come dobbiamo comportarci, cosa fare, come e quando svolgere l’attività di somministrazione di detto questionario.
Rimandando ad altra sede la spiegazione dei motivi per cui rifiutare le prove INVALSI – che dovrebbero comunque essere stranoti -, ricordiamo che non esiste per i docenti alcun obbligo in tal senso.
La legge, infatti, sancisce che “le istituzioni scolastiche partecipano, come attività ordinaria d’istituto, alle rilevazioni nazionali degli apprendimenti degli studenti”, ma né la legge, né il nostro Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro prevedono alcun obbligo per gli insegnanti.
Le attività inerenti le prove INVALSI nulla hanno a che vedere con la funzione docente: si tratta di attività di carattere amministrativo-esecutivo che dovrebbero essere in carico allo stesso INVALSI, il quale, non disponendo di adeguate risorse umane e finanziarie, si rivolge ai lavoratori della scuola auspicandone la collaborazione.
Ma perché dovremmo collaborare ad una operazione nefasta per la scuola e per di più gratuitamente?
E se l’INVALSI non paga, perché dovrebbe pagare la scuola attingendo dal FIS, che già non è sufficiente a retribuire dignitosamente le nostre attività aggiuntive e poi non è certo stato previsto per quello scopo?
INVITIAMO I COLLEGHI A NON COLLABORARE ED A RIVOLGERSI ALLE NOSTRE SEDI IN PRESENZA DI INDEBITE PRESSIONI DA PARTE DEI DIRIGENTI SCOLASTICI.

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INTESA DEL 30 11 2016 TRA GOVERNO E CGIL-CISL-UIL: NOTE DI LETTURA

gasparazzo sindacatiEopportuno, per una corretta comprensione dellintesa del 30 novembre 2016 tra Governo e CGILCISLUIL, tener conto del fatto che il 26 novembre è stato firmato il contratto di lavoro dei metalmeccanici che aveva visto la fine dellaanomalia Fiome laccettazione da parte delle tre confederazioni “maggiormente rappresentative” di un contratto che prevede mediocri aumenti di salario, rafforzamento delwelfare aziendale“, una stretta collaborazione fra imprese e sindacati istituzionali.

Un segnale forte di ripresa della concertazione che ritroviamo nellintesa del 30 novembre. Continua a leggere

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Renzi, non ti rimpiangeremo…

Cadde, risorse e ....

Cadde, risorse e …. (speriamo)

SCHIACCIATO DAL 60 % DEI NO RENZI E’ COSTRETTO A RASSEGNARE LE DIMISSIONI.

NON LO RIMPIANGEREMO CERTO !

SPERIAMO CHE CON LUI SCOMPAIA LA PLETORA DI CORTIGIANI INSIGNIFICANTI E PRIVI DI SPESSORE CHE HANNO OCCUPATO FINO AD ORA IL GOVERNO.

E’ PERO’ IL TEMPO CHE ALLA (GIUSTA) INDIGNAZIONE CIVILE SEGUA ORA LA MOBILITAZIONE POPOLARE PER CANCELLARE LE INDEGNE “RIFORME” INTRODOTTE DAL NUOVO “NAPOLEONE”

renzi-chiede-carita

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L’ortografia non è più una virtù…

i-tappetti

 

AVVISO AFFISSO ALL’INGRESSO DI UN ISTITUTO COMPRENSIVO DI UDINE.

CARENZA DI COMPETENZE ORTOGRAFICHE ?

E’ LA BUONA SCUOLA BABY !

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sotto gli 85 euro il nulla

sotto-gli-85-euro-il-nulla

volantino da scaricare (pdf)

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bonus 500 euro: una corsa ad ostacoli…

Ma non doveva essere una card ? Arrivati a novembre senza aver visto un centesimo del famoso bonus per la formazione, scopriamo che il MIUR ha cambiato nuovamente le carte in tavola

Prima di tutto è necessario dotarsi del CODICE SPID, con procedure non proprio semplicissime,poi ci si potrà registrare sulla piattaforma http://www.cartadeldocente.istruzione.it/ che dovrebbe essere disponibile (il condizionale è d’obbligo) a partire dal 30 novembre.

La procedura successivamente da seguire sembra poi piuttosto fumosa….

E’ la buona scuola baby….

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Oltre lo sciopero

Importanti adesioni nella scuola friulana, allo sciopero indetto per oggi 4 novembre 2016 dalla CUB (Confederazione Unitaria di Base), insieme ad USI ed SGB

Lo sciopero era indetto sia per motivazioni di ordine generale sia contro gli effetti deleteri che la legge 107 sta producendo nell’istruzione pubblica. È sotto gli occhi di tutti che dall’inizio dell’anno scolastico le scuole stanno operando con organici ridotti visto il catastrofico ritardo accumulato nella nomina dei supplenti, peraltro fissata a Udine solo per la data odierna, 4 novembre. Mai così tardi da molti anni a questa parte !

A fronte di un aumento abnorme del potere dei Presidi la legge 107 distrugge la cultura della collegialità. Sta ormai prevalendo una miope logica premiale attraverso l’assegnazione di un bonus “di merito”, peraltro attribuito ai docenti secondo criteri completamente diversi da scuola a scuola e non sempre declinati in modo trasparente.

La legge 107 sta “balcanizzando” il personale mettendo docenti contro ATA (a questi ultimi vengono attribuiti sempre nuovi compiti senza alcun riconoscimento economico), docenti di ruolo contro docenti precari, “vecchi” assunti assegnati agli istituti contro “nuovi” assunti gettati nel limbo degli albi territoriali e ripescati con la “chiamata diretta”, l’alternanza scuola-lavoro si risolve essenzialmente nel sottrarre agli studenti ore di studio e nell’insegnare loro a “lavorare gratis” come si vede dal programma ministeriale “I Campioni dell’Alternanza” che vede come partner strategico un operatore come Mc Donald, che mette a disposizione 10.000 posti per compiti meramente esecutivi, sempre più importanza viene attribuita, per la definizione dei piani di miglioramento delle scuole, ai test INVALSI (ormai screditati a livello internazionale)

Per quanto riguarda il quadro generale è oggi a tutti evidente sia la disastrosa diseguaglianza sociale nel nostro Paese, il 10% delle famiglie possiede il 50% della ricchezza totale, e nel mondo, sia la politica del governo che smantella i diritti sociali e del lavoro, impoverisce lavoratori, giovani e pensionati, smonta il welfare (scuola, sanità, pensioni).

Ma questo i lavoratori della scuola lo sanno bene perché ne osservano direttamente le conseguenze: stipendi bloccati (l’ultimo aumento risale al 2007) con una perdita di retribuzione reale ormai superiore al 10 %, innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni con rendimenti più bassi, sequestro delle liquidazioni per due anni, aumento dei carichi di lavoro, continue campagne di stampa per delegittimare la generalità dei lavoratori pubblici, aumento dei poteri dei dirigenti, asservimento dell’istruzione agli interessi delle imprese.

Tutto ciò mentre l’iniziativa militare all’estero, l’individuazione di un nemico esterno, si accompagna al ridisegnare i rapporti tra le classi sociali a favore di capitalisti e rentier. Continua a leggere

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VERSO LO SCIOPERO DEL 4 NOVEMBRE

Al di là delle dichiarazioni demagogiche la legge 107 (cosiddetta “buona scuola”) sta producendo effetti deleteri a catena. Dall’inizio dell’anno scolastico le scuole stanno operando con organici ridotti visto il catastrofico ritardo accumulato nella nomina dei supplenti (peraltro fissata a Udine solo per la stessa data del 4 novembre), nel frattempo si accumulano gli adempimenti burocratici a tutto danno dell’efficacia didattica.

A fronte di un aumento spropositato del potere dei Presidi la legge 107 distrugge la cultura della collegialità. Prevale una miope logica premiale (il famoso bonus “di merito”) che “balcanizza” il personale: docenti contro ATA, docenti di ruolo contro docenti precari, “vecchi” assunti assegnati agli istituti contro “nuovi” assunti gettati nel limbo degli albi territoriali e ripescati con la “chiamata diretta”, l’alternanza scuola-lavoro si risolve essenzialmente nel sottrarre agli studenti ore di studio e nell’insegnare loro a “lavorare gratis” come si vede dal programma ministeriale “I Campioni dell’Alternanza” che vede come partner strategico un operatore come Mc Donald, che mette a disposizione 10.000 posti per compiti meramente esecutivi.

Per quanto riguarda il quadro generale è oggi a tutti evidente sia la disastrosa diseguaglianza sociale nel nostro Paese, il 10% delle famiglie possiede il 50% della ricchezza totale, e nel mondo, sia la politica del governo che smantella i diritti sociali e del lavoro, impoverisce lavoratori, giovani e pensionati, smonta il welfare (scuola, sanità, pensioni). Continua a leggere

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Alternanza scuola lavoro o fornitura di lavoro gratis ?

Quando leggiamo in un comunicato ufficiale del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca che il ministro Giannini esalta il “lancio del programma “I Campioni dell’Alternanza”, che coinvolgerà un gruppo di 16 organizzazioni – aziende grandi e medie, Ordini professionali e Terzo settore – nel racconto e nella diffusione dell’alternanza attraverso progetti di qualità. Si parte con Accenture, Bosch, Consiglio Nazionale Forense, COOP, Dallara, ENI, Fondo Ambiente Italiano, FCA, General Electric, HPE, IBM, Intesa Sanpaolo, Loccioni, McDonald’s, Poste Italiane e Zara per un totale di circa 27.000 posizioni di alternanza messe a disposizione per questo anno scolastico solo da questi partner. Posizioni che verranno incrementate per il prossimo triennio.”

verifichiamo come ormai il Governo non senta nemmeno il bisogno di celare il senso reale della mitica alternanza scuola-lavoro.

Ci domandiamo infatti, per fare solo l’esempio più clamoroso visto che da Mc Donald lavoreranno 10.000 dei 27.000 ragazzi coinvolti che tipo di formazione professionale verrà loro fornita.

Ci pare evidente che consisterà solo, o quasi, in un addestramento a un lavoro puramente esecutivo nell’imposizione dell’abitudine alla pronta obbedienza, nell’utilizzo del lavoro gratuito di questi ragazzi.

A maggior ragione è necessario rivendicare per la scuola pubblica le risorse necessarie a fornire un’effettiva e corretta conoscenza dei rapporti di lavoro, dei diritti dei lavoratori, della normativa sulla sicurezza.

La Cub Scuola Università e Ricerca si impegna a sviluppare una discussione sull’argomento nei collegi docenti e nelle assemblee sindacali al fine di combattere gli abusi e di porre nella vertenza per il nuovo contratto delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola come centrale l’abolizione di questa normativa sull’alternanza.

Ci battiamo per una scuola della formazione, della ricerca, della sperimentazione e contro una scuola dell’addestramento, intesa come mero disciplinamento all’attuale ordine produttivo.

Per la CUB Scuola Università e Ricerca,

il Coordinatore Nazionale,

Cosimo Scarinzi

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4 novembre 2016 SCIOPERO GENERALE

Il 4 novembre scioperiamo compatti per forti aumenti delle retribuzioni, i diritti sociali, le libertà sindacali.
Contro la guerra esterna a l’attacco alle libertà all’interno.

manifestazione cubÈ oggi a tutti evidente sia la disastrosa diseguaglianza sociale nel nostro Paese, il 10% delle famiglie possiede il 50% della ricchezza totale, e nel mondo, sia la politica del governo che smantella i diritti sociali e del lavoro, impoverisce lavoratori, giovani e pensionati, smonta il welfare (scuola, sanità, pensioni).
Ma questo i lavoratori della scuola lo sanno bene perché ne osservano direttamente le conseguenze: stipendi bloccati (l’ultimo aumento risale al 2007), innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni con rendimenti più bassi, sequestro delle liquidazioni per due anni, aumento dei carichi di lavoro, continue campagne di stampa per delegittimare la generalità dei lavoratori pubblici, aumento dei poteri dei dirigenti, asservimento dell’istruzione agli interessi delle imprese.
Tutto ciò mentre l’iniziativa militare all’estero, l’individuazione di un nemico esterno, si accompagna al ridisegnare i rapporti tra le classi sociali a favore di capitalisti e rentier.
Così alla guerra esterna si affianca quella interna: una vera e propria guerra di classe condotta da banchieri, oligarchie sovranazionali e padroni di ogni risma contro le classi subalterne.
E’ ORA DI DIRE BASTA E MOBILITARSI PER OTTENERE:

1. aumenti contrattuali veri per giungere a un salario dignitoso
2. abrogazione della legge 107/2015
3. cancellazione della riforma Fornero
4. finanziamento effettivo della spesa sociale per un welfare di qualità
5. democrazia nei luoghi di lavoro per contrastare le politiche di capitolazione dei sindacati di regime

circolare MIUR sciopero 4 novembre 2016

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Docenti di Potenziamento: no agli abusi dei Dirigenti

CUB – SCUOLA UNIVERSITÀ RICERCA E SGB SCUOLA CONFERMANO L’IMPEGNO NELLA LOTTA CONTRO LA “BUONA SCUOLA”

e si impegnano ad avviare iniziative unitarie di lotta per:

  • contrastare gli abusi dei dirigenti scolastici in merito a bonus e chiamata diretta

  • garantire la corretta gestione dell’organico dell’autonomia e combattere ogni tipo di discriminazione tra docenti

  • il diritto alla sicurezza dei locali scolastici

  • contrastare l’aumento spropositato di carichi di lavoro per il personale ATA

  • il rifiuto dei fondi pensione integrativi

  • rivendicare significativi incrementi stipendiali e di posti in organico

  • ottenere la modifica del sistema di pagamento dei supplenti che causa ogni anno scandalosi ritardi nell’erogazione dello stipendio.

La lotta contro lo sfruttamento del potenziamento è il primo campo su cui ci stiamo impegnando.

Nella maggior parte delle scuole queste risorse non vengono utilizzate per la realizzazione dei pomposi progetti inseriti nei PTOF (spesso anche perchè il MIUR ha mandato docenti con classi di concorso che nulla hanno a che fare con quanto è stato richiesto) e i colleghi vengono costretti ad essere meri tappabuchi, su tutte le materie e in diversi ordini di scuola. In altre il potenziamento viene diviso tra tantissimi insegnanti per garantire una distribuzione oraria più efficace ai fini delle supplenze, ma impedendo di fatto qualsiasi azione didattica di vero potenziamento.

In molte i dirigenti sono giunti ad utilizzare il potenziamento come incarico “confino” a cui destinare colleghi di ruolo da anni, rei di non aver mai voluto chinar la testa.

Contro questi abusi stiamo intervenendo con tutti gli strumenti sindacali e giudiziari presenti. Invitiamo i colleghi che si trovino in situazioni simili a contattare le locali sedi della CUB-SUR e di SGB per ottenere tutela.

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Premi ai docenti: giochiamo a carte scoperte

Molti Dirigenti Scolastici rifiutano di rendere pubblici i nomi dei colleghi e delle colleghe premiati sulla base della legge 107 appellandosi alla normativa sulla privacy.
Ora, fatto salvo che è ben strano che i “meritevoli” vogliano nascondere il riconoscimento e la misura del riconoscimento del proprio “merito” e che dovrebbe essere sufficiente un minimo di correttezza da parte dei dirigenti scolastici per rendere evidente che si tratta di dati, per loro stessa natura, di pubblico interesse, basta ragionare sulla normativa che regola la materia per rendersi conto che quella della secretazione di queste informazioni è una pretesa insostenibile.

La stessa legge Legge 107 infatti all’art. 1 – comma 128 afferma

“La somma di cui al comma 127, definita bonus, è destinata a valorizzare il merito del personale docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e ha natura di retribuzione accessoria.”

Se si tratta di retribuzione accessoria valgono:

L’Art. 18, comma 1 del D.lgs n. 33/2013 come modificato dalla riforma Madia che afferma: Continua a leggere

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E’ la buona scuola, baby !

Fine Ottobre. Nelle scuole mancano ancora molti insegnanti. all’USP di Udine non è ancora stato pubblicato il calendario delle convocazioni per le supplenze annuali. E’ la “Buona scuola”, baby !

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Assunzione da GAE dei diplomati magistrali: siamo alla balcanizzazione

Le lavoratrici ed i lavoratori della scuola interessati quest’anno alle immissioni in ruolo possono con buona ragione riprendere il famoso incipit del monologo finale del bellissimo film Balde Runner “ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi”, convocazioni che non vengono pubblicate, calendari delle operazioni inesistenti, regole non comunicate e che, quando lo sono, variano da Ufficio Scolastico Provinciale a Ufficio Scolastico Provinciale.

In particolare i colleghi e le colleghe diplomati magistrali ai quali una recente nota ministeriale (1 settembre), riconosceva il diritto all’assunzione dalla graduatorie ad esaurimento si sono trovati di fronte a comportamenti divergenti al limite della schizofrenia.

Per fare solo alcuni esempi, gli USP di Asti-Alessandria, Novara, Torino, Chieti-Pescara, Campobasso, Modena hanno pienamente riconosciuto questo diritto, quello di Milano lo ha fatto solo dopo una vivace protesta delle colleghe e dei colleghi cambiando orientamento all’improvviso, molti altri rifiutano di assumere le colleghe ed i colleghi che ne hanno dritto sulla base di interpretazioni loro assolutamente discutibili. Continua a leggere

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CHIAMATA DIRETTA ? SCEGLI IL TUO INSEGNANTE…

Dopo un tentativo di mediazione con CGIL CISL SNALS UIL che sembrava aver portato ad un’applicazione “leggera” e concertata, anche se in realtà comunque discrezionale e inaccettabile, della “chiamata diretta” da parte dei dirigenti scolastici, il governo, con ogni evidenza, ha deciso di accontentare in primo luogo la lobby dei dirigenti scolastici che è, peraltro, l’asse portante della “buona scuola” disegnata dalla Legge 107.

Una riprova del fatto che un politica sindacale di cedimenti e concessioni alla controparte non conquista nemmeno i sin troppo limitati obiettivi che si propone.

Di conseguenza ha imposto, nei fatti, una chiamata diretta a discrezione dei dirigenti che, intrecciandosi con la possibilità di elargire, mediante il bonus docenti, quote di salari, determina un secco aumento del loro potere.

In buona sostanza un’apparente formalizzazione dei criteri per la scelta del personale che, nella realtà, lascia mano libera ai dirigenti scolastici.

Proviamo a ricostruire quanto sta avvenendo:

1. Il Miur ha definito un elenco dei titoli valutabili, oltre quaranta, in gran parte molto vaghi e tali da permettere la massima discrezionalità, volti a premiare gli insegnanti già inseriti negli staff dei dirigenti;

2. I docenti interessati, per ora solo una parte dei neoassunti ma si tratta solo dell’inizio del processo che colpirà alla fine TUTTI I DOCENTI, dovranno preparare un curriculum nel quale vengono riportate tutte le informazioni che li rendono “interessanti” al capo;

3. Per ciascun posto messo a disposizione il Dirigente Scolastico dovrà indicare quattro requisiti, fra quelli individuati nell’elenco, in relazione al Piano Triennale Offerta Formativa.

Si dirà che siamo cattivi d’animo, ma ci sembra evidente che mediante il semplice sistema di individuare fra i titoli previsti quelli che caratterizzano il docente che interessa reclutare, sarà assolutamente possibile, nella stragrande maggioranza dei casi, “selezionare” chi si desidera assumere.

Detto ciò vi sono, quantomeno, due ulteriori effetti devastanti per la scuola pubblica:

1. si accentuerà la frantumazione del sistema scolastico con ogni istituto, in realtà ogni dirigente, che avrà modo di selezionarsi il personale, con le scuole più appetite che sceglieranno fior da fiore e quelle con maggiori difficoltà che si vedranno assegnato il personale “scartato” dalle precedenti alla faccia del carattere unitario del sistema scolastico e del ruolo di contrasto alla diseguaglianza sociale che la scuola pubblica dovrebbe avere;

2. si sosterrà l’attuale indecente mercato di corsi e titoli, e più in generale, si accentuerà la valorizzazione non dell’attività frontale di insegnamento, ma di aspetti, a volte rispettabili, molte volte no, della nostra attività che non ne sono comunque il centro.

Non va infine sottovalutato l’impatto pesantissimo che quest’innovazione avrà sull’amministrazione scolastica periferica sul lavoro delle segreterie degli stessi dirigenti scolastici senza escludere un probabile incremento del contenzioso.

Per la CUB Scuola Università Ricerca

Il Coordinatore Nazionale

Cosimo Scarinzi

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COSA SUCCEDE AI PERDENTI POSTO ?

Lo schema di Decreto Interministeriale sugli organici allegato alla nota 11729 del 29.4.2016 prevede, per i docenti dell’istruzione secondaria, che “I docenti che vengano a trovarsi in situazione di soprannumerarietà sono prioritariamente assegnati all’organico di potenziamento dell’offerta formativa. Ove il numero di tali docenti ecceda anche la consistenza dell’organico dell’autonomia i docenti perdenti posto, individuati secondo la procedura prevista dal CCNI sulla mobilità sono trasferiti d’ufficio e, in mancanza di sedi, assegnati all’ambito territoriale di riferimento” (art. 7 punto 2) .

La norma è chiarissima; non si perde il posto ma si transita nell’organico di potenziamento (conservando il diritto di reintegrazione nell’organico ordinario a norma del CCNI) rimanendo della scuola di titolarità.

Le notizie che ci arrivano sono di tutt’altro segno: vari USP stanno obbligando i docenti “in soprannumero” a fare domanda di trasferimento condizionata, col rischio di trovarsi trasferiti e di dover poi fare domanda di utilizzazione presso la scuola di provenienza. Un inutile e vessatorio aggravio burocratico.

Chiediamo al MIUR di intervenire diramando precise istruzioni agli Uffici Scolastici Regionali !

Nota MIUR 11729 del 29 aprile 2016

schema DI organici 28 aprile 2016

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A proposito del bonus per il “merito”

La pubblicazione delle prime delibere sui criteri sulla cui base dovranno essere scelti gli insegnanti meritevoli del bonus docenti – mediamente fra i 24.000 e i 27.000 Euro per istituto scolastico da distribuire solo a parte degli insegnanti di ruolo escludendo precari, educatori ed Ata – sta suscitando reazioni fra lo sdegno e l’ilarità nei lavoratori della scuola.

il saluto dei docenti alla nuova preside

il saluto dei docenti alla nuova preside

Vi sono infatti le decisioni più singolari, si va da porre un tetto al numero dei possibili premiati al fine di garantire loro una cifra robusta ma negando nei fatti ogni serietà nei criteri di scelta al considerare fra le qualità necessarie i buoni rapporti con i dirigenti che in questo modo diventano in un colpo solo Pubblici Ministeri e Giudici, passando per il premiare normali attività già retribuite con il fondo dell’istituzione scolastica, insomma incrementando le retribuzioni dello staff di presidenza.
Ma dietro questo caleidoscopio di soluzioni inventate alla (bell’e) meglio una logica si può individuare, potremmo dire che vi è del metodo in questa follia, il vero ed evidente obiettivo è la frantumazione della categoria fra le diverse figure professionali in primo luogo, per arrivare a quella fra i singoli insegnanti in gara per partecipare alla spartizione della torta visto anche che per il contratto invece sono state stanziate risorse miserevoli e tali da garantire incrementi delle retribuzioni di pochi euro.
E da questa frantumazione una sola figura esce rafforzata, quella di un dirigente scolastico, che grazie alla legge sulla Buona Scuola avrà il potere di stabilire chi, come e quanto potrà avere un aumento della retribuzione, di una retribuzione che ha visto negli ultimi anni un radicale impoverimento del personale della scuola grazie alla semplice scelta di saltare ormai ben tre contratti e che, per sovrammercato, potrà scegliere quote crescenti del personale scolastico già a partire dal 2016/17.
Come per altro era perfettamente evidente a grandissima parte della categoria che si è mobilitata con forza contro la Buona Scuola renziana l’ideologia meritocratica – che si vuole una straordinaria novità – nasconde, per la verità male, il ritorno al potere discrezionale della gerarchia così ben descritto, per fare solo un caso, ne “Il maestro di Vigevano” di Lucio Mastronardi.

La Cub Scuola, avendo perfettamente chiaro, che gli obiettivi generali per i quali mobilitarsi sono l’abrogazione della legge 107 e forti aumenti retributivi, sin da ora agirà sul piano sindacale e legale contro le delibere che forzano i termini della già inaccettabile Legge 107, per la difesa della libertà di insegnamento e della dignità della categoria tutta, docenti di ruolo e precari, educatori ed ata.

Per la CUB Scuola Università Ricerca
Il Coordinatore Nazionale

Cosimo Scarinzi

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12 maggio 2016: la mobilitazione continua…

Ampie adesioni allo sciopero indetto oggi 12 maggio 2016 da CUB, COBAS, GILDA e dagli altri sindacati di base, dopo i positivi risultati dello sciopero contro le prove INVALSI nella scuola primaria. Questa giornata di lotta unisce la mobilitazione contro i risultati nefasti della legge 107, per il rinnovo del contratto della scuola e contro le prove INVALSI.

Molto grave la decisione di CGIL CISL UIL SNALS di rompere il fronte di lotta proclamando un’autonoma giornata di mobilitazione la settimana prossima anziché confluire unitariamente sulla data del 12, già convocata da mesi !

La pretesa di misurare le competenze degli studenti e la qualità della scuola mediante quiz va nella direzione del degrado e della standardizzazione della didattica, della negazione della libertà di insegnamento, della pressione sui docenti perché si concentrino nell’addestramento degli alunni a rispondere ai quiz.

Dalle valutazioni ottenute con le prove INVALSI dipenderanno le risorse per le scuole e, a cascata visto che gli unici aumenti retributivi previsti saranno legati al riconoscimento del “merito”, le retribuzioni degli insegnanti. Nei fatti, le prove INVALSI sono nate per preparare il passaggio alla scuola-azienda realizzata con la Legge 107 (Buona Scuola) e alla Legge 107 sono pienamente funzionali.

La mobilitazione e gli scioperi di maggio sono quindi la ripresa della MOBILITAZIONE CONTRO LA LEGGE 107 e per il rinnovo di un contratto fermo ormai dal dal 2009. Secondo i calcoli della Corte dei Conti il blocco dei contratti ha fatto perdere ad ogni dipendente pubblico il 10 % dello stipendio in termini realie il governo disattende pervicacemente la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il blocco dei contratti.

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TEST INVALSI E ALTERNANZA SCUOLA LAVORO: un futuro da schiavi ?

La CUB e gli altri sindacati di base hanno indetto lo sciopero contro la somministrazione dei test INVALSI prevista nei giorni 4 e 5 maggio 2016 nella scuola Primaria ed il 12 maggio alle Superiori.

no pessima scuola RenziLe prove INVALSI, la cui validità è contestata da numerosi pedagogisti e studiosi di didattica (basti qui ricordare Giorgio Israel) costituiscono uno dei peggiori esempi del degrado della scuola italiana con una cultura ridotta ormai a mera risoluzione di quiz a crocette.

Il test a risposta chiusa si afferma sempre più come strumento principe della valutazione mentre la tempistica di quelle prove si va progressivamente sovrapponendo alla programmazione delle singole materie: l’esito è drammatico poiché nelle classi si pratica sempre di più il teaching to test, cioè un insegnamento di carattere meramente addestrativo, che finisce col porre in secondo piano lo sviluppo delle capacità di riflettere, di orientarsi, di affrontare problemi anche complessi mentre la programmazione didattica viene piegata ai tempi della “somministrazione” dei test.

I test INVALSI costituiscono una delle architravi della legge 107/2015 (“Buona scuola”) che, col pretesto di “aziendalizzare” e migliorare la scuola, ha dato nuovo impulso alla progressiva dequalificazione dell’Istruzione pubblica.

La stessa alternanza scuola-lavoro (presentata come un fiore all’occhiello della “riforma”) consiste essenzialmente nel sottrarre agli studenti ore di studio e nell’insegnare loro a “lavorare gratis” secondo il modello introdotto con l’EXPO di Milano (e accettato dai sindacati concertativi). In un recente festival cittadino abbiamo visto studenti minorenni lavorare gratis per otto ore consecutive senza neppure la pausa pranzo. È questa la scuola, è questo il futuro che vogliamo per i nostri figli ?

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SCIOPERO NO INVALSI: istruzioni per l’uso

IN OCCASIONE DELLE PROVE INVALSI LA CUB E GLI ALTRI SINDACATI DI BASE HANNO INDETTO DIVERSE AZIONI DI SCIOPERO (tra le quali è possibile scegliere per opporsi ai ridicoli quiz INVALSI)

no prove invalsi4 e 5 MAGGIO 2016 SCIOPERO DELL’INTERA GIORNATA dei docenti della scuola primaria (indetto dai Cobas)

in alternativa: 4 e 5 MAGGIO SCIOPERO DI MANSIONE (indetto da USB e SGB) – vedi indicazioni in calce al presente post.

12 MAGGIO SCIOPERO GENERALE DELL’INTERA GIORNATA DI TUTTO IL PERSONALE DOCENTE, EDUCATIVO, ATA (indetto da CUB  e dagli altri sindacati di base)

CORREZIONE PROVE: sciopero di mansione Continua a leggere

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12 maggio: sciopero generale della scuola

ben venga maggio

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Scuola: uno sciopero vero ne tira un altro strumentale

Puntuali come una cartella delle tasse CGIL CISL Snals e UIL, dopo un anno di astensione dalla mobilitazione, hanno scoperto che è necessario scioperare per diverse degnissime ragioni, dal contratto alla democrazia, senza dimenticare la misteriosa “valorizzazione di tutte le professionalità”.
gasparazzo sindacatiColpisce però il fatto che lo sciopero del 23 maggio venga indetto, e non è a prima volta che avviene un fatto del genere, a ridosso degli scioperi brevi delle scuole elementari del 4 e il 5 Maggio e ed quello generale di tutta la giornata del 12 maggio, indetto dalla CUB Scuola e da tutto il sindacalismo di base contro le prove Invalsi, contro la Buona Scuola renziana, per forti aumenti retributivi.
E’ evidente a chiunque che gli scioperi indetti dal sindacalismo di base sono collocati in date fastidiose per il Governo e tali da mettere in discussione la Buona Scuola e che dividere la categoria come fanno i sindacati istituzionali giova solo allo stesso Governo.
Senza avere la minima illusione sulla disponibilità dei dirigenti dei sindacati istituzionali a praticare un’iniziativa unitaria invitiamo i loro iscritti a denunciare con forza la scelta di dividere il fronte, di cui costoro si sono assunti la responsabilità.
La CUB Scuola, ancora una volta, invita i colleghi e le colleghe, i delegati e i militanti sindacali combattivi, a non dividersi: facciamo, in particolare della giornata del 12 Maggio, un grande sciopero generale della categoria, insieme alla mobilitazione degli studenti e delle studentesse e della cittadinanza tutta in difesa della scuola pubblica.

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FOLLIE NEI TRASFERIMENTI

I tempi dell’amministrazione scolastica ai tempi del Governo Renzi. Per dare un’idea di come funziona o, meglio, non funziona l’organizzazione del MIUR può valere la pena d segnalare un caso specifico.

Come è noto, le domande di trasferimento degli insegnanti vanno compilate entro sabato 23 aprile e il termine ultimo per la convalida delle domande e dell’organico della scuola dell’infanzia da parte dell’amministrazione è fissato da un’ordinanza ministeriale al 30 aprile.

Presumendo, in provincia di Torino, che vi siano, ed è è una previsione ottimistica, 2000 domande solo nella scuola dell’infanzia, l’amministrazione, considerando che il 23 è Sabato, il 24 è domenica e il 25 è festa, avrebbe cinque giorni di tempo per valutare le domande e approvarle.

I funzionari addetti a queste operazioni sono quattro, quindi si ipotizza che ognuno di loro debba leggere, controllare, dichiarare valide 125 domande al giorno.

Ipotizzando che non vadano in bagno, non mangino nei giorni nei quali hanno 9 ore di lavoro, non abbiano la minima distrazione, non abbiano altri impegni lavorativi, dovrebbero convalidare in 27 ore di lavoro 500 domande ciascuno, una domanda in 3 minuti e 24 secondi, se non fosse chiaro 3 minuti e 24 secondi.

Possiamo immaginare come saranno controllate adeguatamente domande decisive per la vita di migliaia di colleghi e colleghe.

Poi, i signori che hanno avuto questa bella idea, che hanno retribuzioni medie superiori ai 200.000 euro lordi all’anno, ci parlano di premi al merito.

Dovendo immaginare un premio ne verrebbero in mente di non proprio gradevoli…

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Al via i trasferimenti per il 2016/2017

È stata pubblicata l’OM 241/2016 che disciplina i trasferimenti per l’A.S. 2016/2017.
queste le fasi previste per presentare le domande:

FASE A DOCENTI: dall’11 al 23 aprile 2016 (trasferimenti da scuola a scuola in ambito comunale per gli assunti entro il 2014/15, da scuola a scuola in ambito provinciale per gli assunti entro 2014/15, assunti fase zero e A, ex DOP, DOS II grado, passaggi di cattedra e di ruolo su scuola nell’ambito della provincia di titolarità per chi ha superato l’anno di prova)

FASI B – C- D DOCENTI: dal 9 maggio al 30 maggio 2016 (tutti gli altri movimenti)

EDUCATORI: dall’11 al 25 aprile 2016

ATA: dal 26 aprile al 16 maggio 2016

La sede di Udine è a disposizione degli iscritti (previo appuntamento) per la presentazione delle domande.

Permane il nostro giudizio pesantemente negativo, oltre che sulla legge 107 nel suo complesso

per il carattere frettoloso e approssimativo della normativa sui tasferimenti. Si parla di trasferimenti senza aver prima definito gli organici, le scuole in questi giorni sono chiamate ad inserire a sistema i dati sull’organico, IN ASSENZA DI UNA CIRCOLARE SUGLI ORGANICI CHE SPIEGHI COME PROCEDERE (come inserire l’organico di potenziamento ? nessuno lo sa !)….

per la debolezza estrema della posizione di sindacati concertativi ormai ridotti ad estenuanti  battaglie di retroguardia per difendere temporanei vantaggi di alcuni segmenti di una categori sempre più divisa e “balcanizzata”.

ambiti territoriali Friuli Venezia Giulia

OM mobilità 2016 2017

CCNI mobilità 2016 2017

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A rischio il contratto sui trasferimenti ?

L’accordo sindacati concertativi – MIUR sui trasferimenti (che sembrava in dirittura d’arrivo) rischia di saltare di fonte all’opposizione di MEF, ARAN, Funzione pubblica che esigono la piena applicazione della legge 107 (tutti i docenti che si trasferiscono – inclusi i
perdenti posto -dovrebbero finire nel limbo degli ambiti, come esplicitamente prevede la legge…)

Renzi-Pinocchio1il solito gioco delle parti ? certo che – da un punto di vista puramente giuridico- l’impasse
potrebbe essere superato solo diluendo la 107 con un apposito decreto
legge…

questa vicenda dimostra intanto due cose:

a) il carattere frettoloso e approssimativo della legge. Si parla di trasferimenti senza aver prima definito gli organici, le scuole in questi giorni sono chiamate ad inserire a sistema i dati sull’organico, IN ASSENZA DI UNA CIRCOLARE SUGLI ORGANICI CHE SPIEGHI COME PROCEDERE (come inserire l’organico di potenziamento ? nessuno lo sa !)….

b) la debolezza estrema della posizione di sindacati concertativi ormai ridotti ad estenuanti  battaglie di retroguardia per difendere temporanei vantaggi di alcuni segmenti di una categori sempre più divisa e “balcanizzata”.

SOLO L’UNITA’ DEI LAVORATORI ED UNA GENERALE RIPRESA DELLE LOTTE PUO’ PERMETTERCI DI CONDURRE UNA BATTAGLIA VITTORIOSA !

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FONDO ESPERO ? MEGLIO DI NO !

la CGIL informa (bontà sua) che “È stato sottoscritto, il 15 gennaio 2016, l’accordo tra le Organizzazione Sindacali e l’ARAN che proroga i termini di scadenza per l’adesione alla previdenza complementare dei dipendenti pubblici che siano in regime di TFS.

Il nuovo termine previsto nell’Ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale Quadro è il 31 dicembre 2020.

I dipendenti pubblici assunti nei comparti della conoscenza prima del 2000, e quindi in regime di TFS, potranno continuare ad aderire al fondo pensione di riferimento: Fondo Espero per Scuola ed AFAM e Fondo Perso [recte: Perseo, ma il lapsus freudiano è sintomatico ] Sirio per Università e Ricerca.”

CHI E’IN REGIME DI TFS NON HA ALCUN INTERESSE A RINUNZIARVI PER ADERIRE AI FONDI NEGOZIALI ! VI INVITIAMO A RIFLETTERE BENE PERCHE’ LA SCELTA E’ IRREVERSIBILE….

CONSULTATE LA NOSTRA RUBRICA FONDO ESPERO NO GRAZIE !

ED IL SITO DEL PROF. BEPPE SCIENZA

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CONTRO LA LEGGE FORNERO !

CGIL CISL UIL si svegliano convocando manifestazioni contro gli effetti nefasti della Riforma Fornero ?

Ma non sono gli stessi sindacati che non hanno indetto NEMMENO UN GIORNO DI SCIOPERO QUANDO IL GOVERNO MONTI HA VARATO QUESTA E NUMEROSE ALTRE PORCHERIE ?

La faccia di bronzo di questi signori è senza limiti… Comunque lo ribadiamo: solo modificando drasticamente la legge Fornero è possibile rilanciare l’occupazione giovanile e salvaguardare i diritti acquisiti (e negati) di un’intera generazione di lavoratori !

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SICUREZZA NELLE SCUOLE: IL RE E’ NUDO

La recente sentenza della Corte di Cassazione che ribadisce in maniera inequivocabile la responsabilità delle singole istituzioni scolastiche e in particolare dei rappresentanti per la sicurezza nel caso di incidenti, di maggiore o minore gravità, rende evidente l’insostenibilità di una situazione che si trascina da anni ed ha il pregio di porre l’amministrazione di fronte alle proprie responsabilità.
Nel momento in cui è stato chiarito che la sola segnalazione delle criticità agli enti locali proprietari degli edifici non solleva gli istituti scolastici dalle responsabilità proprie e che non si può pretendere di garantire il servizio scolastico in condizioni di rischio per gli studenti e per il personale, contraddizioni messe sotto il tappeto per decenni vengono alla luce.
Infatti, come è perfettamente noto e come la Cub Scuola denuncia da anni, gli edifici scolastici non a norma sono, ci si consenta il gioco di parole, assolutamente normali. A questo punto le scelte sono chiare: chiudere un numero rilevante di scuole e negare quindi nei fatti il diritto all’istruzione o avviare un piano straordinario di lavori tali da superare l’attuale disastrosa situazione.
Va da sè che si tratta di investire risorse consistenti e quindi di fare delle scelte: garantire i servizi sociali essenziali quali la scuola, la sanità, i diritti o proseguire nell’attuale politica e dilapidio del denaro pubblico in grandi opere inutili e nocive, spese militari, privilegi ai ceti dominanti della classe politica. Su questo terreno la CUB scuola avvierà una campagna di inchiesta e di denuncia delle situazioni di criticità.

Per la CUB Scuola Università Ricerca
Il Coordinatore Nazionale

Cosimo Scarinzi

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assistenza alla presentazione del mod. 730

CAF CUBAnche quest’anno, per iscritti e simpatizzanti del sindacalismo di base, abbiamo a disposizione la convenzione con un caf fiscale in qualita’ di centro raccolta 730. Per eventuale assistenza alla compilazione contattare la seguente mail cobasportogruaro@virgilio.it

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Risposta a Matteo Renzi sullo sciopero del 18 marzo

Renzi-Pinocchio1Di fronte allo sciopero del sindacalismo di base del 18 marzo indetto da CUB, SI Cobas, SGB ed USI AIT, ci si potrebbe limitare a dire che Matteo Renzi ha perso una buona occasione per tacere visto che il governo da lui presieduto non è certo disposto ad un confronto serio sulla piattaforma sulla quale è stato indetto lo sciopero e si sono svolte le manifestazioni.

In realtà è chiaro che, nascondendo il fatto che vi è stata, e che proseguirà, una mobilitazione contro le politiche di guerra, per le libertà sindacali e sociali, per la difesa dei diritti, del salario, del welfare, Matteo Renzi ripropone la minaccia, laddove padronato e sindacati istituzionali non provvederanno a ridurre ulteriormente le libertà sindacali, di provvedere direttamente, imponendo una stretta rispetto all’esercizio del diritto di sciopero.

Le alternative che questo signore propone sono chiare, o provvedono CGIL CISL UIL, che sciopero-generale-18-marzo-2016-cub1in cambio ricevono robusti finanziamenti da governo e padronato, a impedire il conflitto fra lavoratori e padronato o provvederà direttamente lo stesso governo.

La Confederazione Unitaria di Base che, assieme agli altri sindacati promotori dello sciopero, si oppone con determinazione e coerenza al sistema corporativo che padronato e governo intendono imporre e che non ha firmato gli accordi in questo senso fra CGIL CISL UIL e Confindustria, non intende certo cedere di fronte a questo ricatto e manterrà alta la mobilitazione per il salario, i diritti, i servizi sociali, le libertà sociali e sindacali e contro la guerra esterna che devasta territori e massacra popolazioni e la guerra interna che distrugge diritti, libertà, retribuzioni.

Difendere la libertà ovunque!

Confederazione Unitaria di Base

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sciopero 18 marzo: importanti adesioni

no-alla-guerraImportanti adesioni, valutate intorno al 15 %, nelle scuole della provincia di Udine allo sciopero generale di oggi 18 marzo, indetto da CUB, USI/AIT, SI-COBAS  e altri sindacati di base. Particolarmente elevata l’adesione tra il personale ATA anche per l’indizione di sciopero (su propria piattaforma) del sindacato Feder-ATA.

Lo sciopero generale era indetto sia per motivazioni di carattere generale che per motivazioni specificatamente legate alla scuola italiana.

Per quanto riguarda le motivazioni di ordine generale: in primo luogo il rifiuto delle avventure militari all’estero che si stanno preparando con il probabile intervento in Libia, l’opposizione alla politica del governo Renzi che sta smantellando progressivamente i diritti sociali e del lavoro, impoverendo lavoratori, giovani e pensionati, smontando il welfare, la difesa delle libertà sindacali messe in discussione dall’accordo CGIL-CISL-UIL – Confindustria del 10 gennaio 2014.

Per quanto riguarda la scuola: la ferma opposizione alla legge 107/2015 che sta pesantemente intaccando la qualità dell’istruzione pubblica. A fronte di un aumento spropositato del potere dei Presidi viene distrutta la cultura della collegialità. Prevale una miope logica premiale che “balcanizza” il personale: docenti contro ATA (a cui la legge non riconosce alcun beneficio), docenti di ruolo contro docenti precari, “vecchi” assunti assegnati agli istituti contro “nuovi” assunti gettati nel limbo degli albi territoriali da dove saranno soggetti alla “chiamata diretta” per un triennio. Nello stesso tempo i “piani di miglioramento” predisposti dalle scuole “aziendalizzate”sono basati essenzialmente sui risultati dei quiz INVALSI, ormai privi di credibilità a livello internazionale, il sostegno ai disabili viene progressivamente ridotto, l’alternanza scuola-lavoro consiste essenzialmente nel sottrarre agli studenti ore di studio e nell’insegnare loro a “lavorare gratis” secondo il modello tragicamente introdotto con l’EXPO di Milano.

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DOMANDE DI TRASFERIMENTO 2016/17

APPENA EMANATA L’ORDINANZA LA SEDE DI UDINE SARA’ A DISPOSIZIONE DEGLI ISCRITTI (previo appuntamento) PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE DI MOBILITA’ .

L’Ordinanza Ministeriale è di prossima emanazione, le tempistiche previste (passibili di variazione) sono le seguenti

docenti Fase A (trasferimenti da scuola a scuola in ambito comunale per gli assunti entro il 2014/15, da scuola a scuola in ambito provinciale per gli assunti entro 2014/15, assunti fase zero e A, ex DOP, DOS II grado) dal ……
docenti Fasi B – C – D (trasferimenti interprovinciali, passaggi di cattedra e di ruolo, assunti fase B e C) dal 2 maggio al 25 maggio
personale educativo dal 29 marzo al 18 aprile
personale ATA dal 22 aprile al 10 maggio

scaricabile l’elenco degli AMBITI TERRITORIALI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

 

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NO AL CONCORSO: assunzione per scorrimento graduatorie e di chi ha superato i 36 mesi !

Prossimi alla stagione referendaria sui temi sociali quali la scuola, le politiche ambientali, privatizzazione dell’acqua e servizi pubblici, molti docenti sono alle prese con la salomonica decisione di fare un concorso a cattedra che rappresenta a tutti gli effetti l’ennesima truffa e umiliazione verso migliaia di lavoratrici e lavoratori precari storici e non.

Un concorso che costerà decine di migliaia di euro di soldi pubblici, un concorso che a malapena coprirà i posti lasciati vacanti dai colleghi in pensione. Un concorso che esclude i docenti di terza fascia GI e neolaureati e tantissimi altri aprendo così la strada a nuovi contenziosi. .

Un concorso che ci farà vincere un bel contratto triennale! che di fatto condanna moltissimi di noi alla disoccupazione e nella migliore delle ipotesi alla precarietà a vita, dato che a decorrere da settembre 2016 (comma 131 art.1 della legge 107/2015) i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, per la copertura di posti vacanti e disponibili, non possono superare la durata complessiva di trentasei mesi, anche non continuativi Continua a leggere

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